Saronno: ancora atti vandalici contro la sede del PSI

La sede PSI di Saronno è stata nuovamente oggetto di vandalismo. Nella notte fra domenica 28 e lunedì 29 luglio, è stato infranto il vetro della porta d'ingresso dei locali. Ha retto il vetro antisfondamento (i tentativi di fracassarlo sono evidenti) con cui avevamo sostituito quello frantumato in occasione della prima aggressione. È la terza volta nel giro di pochi mesi, la prima volta accadde alla fine di settembre del 2012, la seconda nel dicembre del 2012.

L'accanimento di cui i socialisti saronnesi sono oggetto è pari soltanto a quello che subisce la targa della piazzetta "Largo Caduti di Nassiriya" che si trova proprio di fronte alla sede socialista.

Se in occasione dei primi due danneggiamenti abbiamo preferito lasciare sotto traccia la vicenda, per evitare che montasse in città un inutile clima di contrapposizioni politico-ideologiche, il reiterarsi dei vandalismi induce a cambiare atteggiamento.

C'è da presumere che forze non meglio identificate siano disturbate dal ruolo del PSI in città. E soprattutto, vi è da pensare che non sia gradito il ruolo di difesa caparbia dei valori di legalità e rispetto delle regole democratiche che gli esponenti socialisti vanno facendo nell'amministrazione dell'ente locale e nella società saronnese. Di fronte al nuovo episodio di violenza riteniamo di dover informare le forze dell'ordine cittadine e il prefetto di Varese di quanto accade a Saronno. Se la città è preda di presenze che intendono danneggiare luoghi simbolici come quello di un partito democratico quale è il PSI, le autorità competenti dovranno fare di tutto per garantire le condizioni di sicurezza e libertà, prerogativa dello stato democratico.

I parlamentari socialisti saranno interessati affinché predispongano una interrogazione al ministro dell'Interno su quanto va accadendo a Saronno.

È certo che non ci faremo intimidire dai danneggiamenti di cui è oggetto la sede socialista di Saronno. E riaffermeremo con maggiore forza le nostre convinzioni e il valore che attribuiamo al confronto democratico, al rispetto delle regole e della legalità, invitando a rigettare la violenza come metodo di lotta politica.
Segreteria PSI Saronno




Saronno - I Socialisti per una nuova stagione dei diritti civili


Il 26 gennaio, giorno che precede quello della Memoria, in cui si ricordano, tra l'altro, anche le migliaia di omosessuali perseguitati e sterminati nei lager nazisti, la stampa ci informa che nella Russia di Putin la Duma ha approvato, a larga maggioranza, una legge che estende a tutto il territorio nazionale il divieto di propaganda omosessuale e che vieta di fornire ai minorenni informazioni sulla comunità gay. Da ora in poi, pena pesanti sanzioni, sarà reato parlare in pubblico dei diritti dei cittadini gay. Trenta attivisti che manifestavano pacificamente davanti al  Parlamento sono stati brutalmente aggrediti e arrestati.

Stesso giorno, altra testata. Apprendiamo che lo scrittore Alberto Bevilacqua, ammalato e bisognoso di cure specialistiche e  non in grado di decidere autonomamente, troverebbe difficoltà ad essere trasferito dalla clinica privata in cui si trova ad una struttura più attrezzata perchè la firma della sua compagna, con la quale non è sposato, non ha valore legale per autorizzarne il trasferimento. L'autorità giudiziaria sta valutando il caso.

“Servono commenti? No. Situazioni come queste nemmeno li meritano” ha dichiarato Anna Cinelli, Consigliere Comunale del P.S.I. “Servono invece azioni concrete e provvedimenti giuridici e amministrativi perchè l'Italia possa allinearsi alla maggior parte dei paesi europei nel riconoscimento formale dei diritti (e doveri) delle coppie di fatto, sia etero sia omosessuali.
Nell'attesa è bene che gli enti locali assumano proprie iniziative per promuovere e istituire registri delle unioni civili. In questa fase "preelettorale" molte parti politiche si sono espresse in favore di una regolamentazione. Staremo a vedere”.

“I socialisti, che da sempre sostengono la necessità di promuovere i diritti civili, saranno in prima linea su questo fronte”.


Partito Socialista Italiano – Sez. di Saronno

Le tue idee per la tua Italia

Dal 31 dicembre,  è in corso la consultazione nazionale del Psi “Le tue idee per la tua Italia” on line, che culminerà il prossimo 5 Gennaio dalle 10 alle 17.00 quando saranno predisposti gazebo collocati nelle vie e  piazze centrali di tutte le province italiane. 
In provincia di Varese le primarie delle idee si terranno sabato, 4 gennaio 2013 presso le sedi PSI di Gallarate, Via Ronchetti 5 (ore 15.00-19.00) e Saronno, via Caduti della Liberazione 15.  
E' stato predisposto un questionario da mettere a disposizione dei cittadini (potranno votare anche i sedicenni e gli stranieri con regolare permesso di soggiorno), che potranno esprimersi su temi come economia e lavoro, laicità e diritti civili, riforme istituzionali, giovani e istruzione, giustizia, beni comuni (ad es. introduzione della patrimoniale sulle grandi ricchezze con relativa abrogazione dell’Imu, Introduzione del termine “laico” nella Costituzione, Riconoscimento dello “Ius soli” per chi nasce in Italia, Progetto giovani con sostegno a  chi studia con merito, microcredito a sostegno di chi ha perso il lavoro e riduzione della pressione fiscale su redditi da lavoro dipendente e pensioni).

VOTA Le Tue Idee per la Tua Italia

Al via da oggi 31 dicembre  “Le tue idee per la tua Italia” on line, la consultazione nazionale del Psi che culminerà il prossimo 5 Gennaio dalle 10 alle 17.00 quando saranno predisposti gazebo collocati nelle vie e  piazze centrali di tutte le province italiane di cui pubblicheremo l'elenco il prossimo 4 gennaio. 

E' stato predisposto un questionario da mettere a disposizione dei cittadini (potranno votare anche i sedicenni e gli stranieri con regolare permesso di soggiorno), che potranno esprimersi su temi come economia e lavoro, laicità e diritti civili, riforme istituzionali, giovani e istruzione, giustizia, beni comuni (ad es. introduzione della patrimoniale sulle grandi ricchezze con relativa abrogazione dell’Imu, Introduzione del termine “laico” nella Costituzione, Riconoscimento dello “Ius soli” per chi nasce in Italia, Progetto giovani con sostegnoa  chi studia con merito, microcredito a sostegno di chi ha perso il lavoro e riduzione della pressione fiscale su redditi da lavoro dipendente e pensioni).

Testamento Biologico: Saronno Città dei Diritti

È stata approvata la delibera di Consiglio Comunale che prevede l'istituzione anche a Saronno del Registro per raccogliere le dichiarazioni anticipate inerenti quello che ormai chiamiamo comunemente Testamento Biologico (DAT).
La Giunta ha votato all'unanimità l'atto istitutivo: bella prova di maturità e coesione. Il Registro dei Testamenti Biologici entrerà in funzione presso il nostro Municipio il giorno 1 Ottobre 2012, allineando Saronno a quelle città che già avevano deciso in tal senso. 

I socialisti (e, ricordiamolo, insieme ai radicali, l'UAAR, l'associazione Luca Coscioni) saronnesi sono soddisfatti di questo risultato due volte, poiché dimostra che le battaglie giuste vanno combattute anche quando si è in pochi, se coincidono con il sentire e le esigenze della maggior parte dei cittadini. La presenza numerosissima alle iniziative organizzate in città con Mina Welby e Beppino Englaro -  probabilmente le più grandi mobilitazioni per i diritti civili dai tempi della campagna per il referendum sull'interruzione di gravidanza e sul divorzio - facevano già presagire che avevamo intercettato una giusta esigenza.
Infine, quanto accaduto recentemente, l'insegnamento di libertà che il Cardinal Martini ha voluto donare a tutti, credenti e non credenti, ha fatto il resto.

L’idea di istituire il Registro era già presente nel programma che i socialisti presentarono nel 2009 ai saronnesi, e ora possiamo finalmente dire che quell’obiettivo è stato raggiunto. Dal prossimo Ottobre, i cittadini di Saronno avranno uno strumento in più e potranno sentirsi liberi di esprimere la propria volontà in materia di fine vita. La battaglia per i diritti di ultima generazione non si arresta qui e il risultato conseguito fa ben sperare. 

Partito Socialista Italiano - Sezione di Saronno

Atto vandalico contro i Socialisti saronnesi


Nella notte fra il 23 e il 24 settembre 2012 la sede del Partito Socialista Italiano di Saronno è stata oggetto di un atto di vandalismo: la vetrina su cui campeggiava la bandiera del PSI è stata sfondata. Evidentemente qualcuno non ha gradito l'esposizione di uno storico simbolo politico della sinistra.
I socialisti di Saronno durante l'estate hanno lavorato alla sistemazione di un locale per riaprire uno spazio di dibattito politico in città. Uno spazio che non era ancora stato inaugurato, poiché la limitatezza dei mezzi non aveva consentito di terminare la sistemazione definitiva dei locali.


Ora dovremo sobbarcarci nuove spese, ma non rinunceremo a perseguire l'obiettivo che ci eravamo prefissi. Quanto accaduto non potrà fermare la nostra attività politica in città. Non sarà un gesto spregevole su cui non vogliamo speculare che impedirà ai socialisti saronnesi, protagonisti rispettati della vita pubblica locale, di portare avanti nuove iniziative.

Il gesto in quanto tale non è  soltanto riprovevole perché danneggia una sede politica, ma è anche sintomatico di un clima di intolleranza, di scarso rispetto per la convivenza. Vero è che i socialisti, insieme ad altre forze democratiche, sono da mesi protagonisti di numerose battaglie politiche che, forse, non sono gradite a chi fa della conservazione il proprio credo.

Segreteria PSI di Saronno

Riccardo Galetti
Anna Cinelli
Marco Arluno
Giuseppe Nigro
Silvio Angelucci


I giovani una risorsa per il futuro una risorsa per il PSI

Volentieri pubblichiamo l'articolo appassionato di Daniele Pedrazzi, recentemente giunto al partito nella nostra provincia. In qualità di segretario provinciale sono certo che il suo contributo sarà importante. Spero che il suo entusiasmo annunci un rinnovato in teresse per la poltica da parte dei giovani. Ne ha bisogno il paese e ne hanno bisogno i giovani, vittime di un sistema sociale ed economico rapace, che soltanto il rinnovato impegno delle nuove generazioni può cambiare.

Beppe Nigro
Segretario prov. PSI Varese

In questa Italia travolta dalla crisi, crisi non solo economico-finanziaria ma anche culturale e morale, ora più che mai c'è bisogno di una forza socialista riformista e governante, per trainare l'Italia fuori dal pantano in cui ci ha portato la seconda repubblica. Come a Rimini nel 1982, trent'anni dopo la parola d'ordine è sempre la stessa: governare il cambiamento. I socialisti devono, come insegna la nostra storia, fare la loro parte, portando per le strade, in ogni piazza, in mezzo alla gente, le nostre proposte, opinioni e pensieri su come governare il cambiamento nell'ottica di raggiungere le mete del socialismo come ci insegna il compianto Pertini: libertà e giustizia sociale. Serve un partito in prima linea, d'assalto, ma senza scivolare nel mero movimentismo politico; infatti siamo stati e dobbiamo essere una forza politica responsabile e di governo. In questo Rinascimento socialista che sta investendo l'Europa e deve coinvolgere anche l'Italia, il PSI deve esserci in ogni modo. Noi giovani dobbiamo accompagnare i veterani e i nostri dirigenti per trarre insegnamento e creare un partito che sappia coniugare insieme l'esperienza e la forza creatrice del mondo giovanile, perché la classe dirigente socialista di domani siamo noi. Dobbiamo portare il verbo socialista tra le nostre generazioni che non conoscono il grande contributo che il PSI ha dato allo sviluppo economico-culturale di questa nazione, dobbiamo ricostruire il voto d'opinione e contribuire al radicamento del partito sul territorio. In conclusione, una nuova stagione politica è alle porte, nuove sfide ci attendono all'orizzonte, e noi giovani socialisti abbiamo il dovere di essere protagonisti, ci adopereremo per questo e ci impegneremo per questo. 

Daniele Pedrazzi- FGS Provincia di VARESE

Il segretario nazionale del PSI Nencini: "Alle primarie di coalizione credo che mi candiderò"

Primarie aperte e di coalizione per scegliere il candidato premier del centrosinistra? "Bene Bersani, sono la strada maestra da seguire e credo che vi parteciperò". Lo ha detto il segretario del Psi (e assessore al bilancio della Regione Toscana) Riccardo Nencini, commentando a margine di un'iniziativa a Firenze l'annuncio del segretario del Pd alla direzione del partito di oggi. "Per coalizione, a mio avviso, si deve intendere la casa dei riformisti e democratici - ha chiarito Nencini - ed ora bisogna stabilire subito, da parte di tutte le forze componenti della coalizione stessa, regole e programma".
 
"La proposta di Bersani non è lontana da quella che i socialisti avanzano da tempo agli italiani, quella della 'Casa dei Riformisti e Democratici'. Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando l'intervento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, alla direzione nazionale in corso in queste ore. "Se primarie aperte significa primarie di coalizione - aggiunge Nencini - farò un ragionamento 'alla Catalano': servono intanto un programma, la coalizione e regole condivise per tenere le primarie. A primarie di coalizione ci saranno anche i socialisti", conclude.

Iscriviti al PSI: costruiamo la casa dei riformisti e dei democratici!

Le recenti elezioni amministrative hanno sancito senza equivoci la fine della Seconda Repubblica. In provincia di Varese è tramontato l’inganno della Lega Nord, caduta miseramente nel familismo amorale del suo leader , “incapace di resistere alle richieste di mance dei propri figli”.
Il risultato del PSI è soddisfacente nelle località del centro Italia e del Sud mentre nei grandi centri dell’Italia Settentrionale è confermata una forte sofferenza. In provincia di Varese, a Cardano al Campo, segnaliamo invece un dato positivo: è stato designato vicesindaco un esponente del PSI, primo degli eletti nella lista del centrosinistra che rafforza la rete degli amministratori socialisti.
Alla iniziale politica del rigore del Governo Monti, non ha ancora corrisposto una scelta verso politiche di crescita. Senza una patrimoniale sulle grandi ricchezze, senza tassare le transazioni finanziarie - misure, tutte, inserite nel programma del PSE - non sarà possibile diminuire la pressione fiscale sugli stipendi, sostenere la piccola e la media impresa, favorire l’occupazione giovanile. Per riacquistare la fiducia dei cittadini e allontanare l’Italia da una crisi senza precedenti è indispensabile abolire l’IMU sulla prima casa, rivedere i rigidi parametri del patto di stabilità, liberare risorse per sostenere le imprese, concertare una piena riforma istituzionale che renda gli enti territoriali più autorevoli, più efficienti, regolamentare il ruolo e l’organizzazione dei partiti, rivedere la legge elettorale, consegnando ai cittadini la potestà di scelta degli eletti con il ritorno al voto di preferenza (doppia preferenza uomo-donna), riscrivere la cornice dello stato sociale, perché protegga soprattutto chi si trova nella condizione del bisogno.

Iscriviti al PSI, un partito che non gode di finanziamenti pubblici e che ha saputo dimostrare di sapersi rinnovare, che ha messo al primo posto della sua politica l’amore per l’Italia.
Rafforza la buona politica.
Partecipa venerdì 8 giugno 2012, ore 21.00, in Villa Gianetti, all’assemblea cittadina socialista.
Contattaci: psisaronno@ gmail.com.

Saronno: se questo è il Bronx

Alcuni giorni fa su un muro del quartiere Matteotti è comparsa la scritta “Benvenuti nel Bronx”.
Il gesto idiota di chi vuole perpetuare nell’immaginario collettivo l’idea di un quartiere degradato, terra di nessuno, che non riesce a scrollarsi di dosso una fama acquisita in tempi lontani e forse alimentata
e rafforzata in modo strumentale.
Domenica 27 maggio, in occasione della Stramatteotti e della festa/evento di chiusura del progetto Tempi della città i numerosi cittadini, anche di altri quartieri, che hanno partecipato alle varie iniziative, si sono potuti ricredere.
Si è infatti assistito ad una dimostrazione pratica di come, anche con il supporto del Comune (che ha avuto una intuizione felice nel portare verso le periferie cittadine le azioni del progetto Tempi e di far partecipare le associazioni locali alla loro definizione), ma soprattutto con la mobilitazione e la capacità organizzativa dei residenti e delle associazioni del quartiere, si possano creare, anche con pochi mezzi, occasioni e intrattenimenti di buon livello, che nulla hanno da invidiare a quanto avviene in centro.
Tutta la comunità è stata coinvolta: i più piccoli e gli adulti presso le strutture della Parrocchia, che sono state allegramente “occupate” per tutta la giornata; i giovani presso lo skatepark, dove nel giro di pochi giorni, e senza contributi dal Comune, i ragazzi del quartiere hanno allestito un evento originale e coinvolgente che ha attirato persone anche da altri comuni.
Soprattutto un evento che si è svolto senza problemi di alcun tipo (pioggia a parte) e che ha reso evidente che i giovani del Matteotti hanno senso di responsabilità e capacità organizzative, e che sono in grado, se incoraggiati e sostenuti, difare emergere il meglio del quartiere.
Altro che Bronx.

SOCIALISTI IN FRANCIA, SOCIALISTI IN ITALIA

Il risultato delle elezioni in Francia dimostra che è giunto il momento di buttarsi dietro le spalle tutte
le scelte sbagliate che la sinistra riformista ha compiuto in Italia negli ultimi vent’anni. Hollande ha vinto in Francia con limpidità dichiarando di non voler accordi con forze estremiste. Grazie al voto francese, oggi, è possibile un’Europa più equa, democratica e solidale. Le elezioni amministrative in Inghilterra, dove vincono i laburisti, confermano che è in atto una tendenza nuova e significativa. Si chiude un ciclo politico che ha impoverito l’Europa e l’Italia soprattutto. Il nostro Paese con Bossi e Berlusconi è diventato meno giusto e meno solidale. La ‘sinistra delle riforme’ dovrebbe sedersi attorno a un tavolo per discutere di una strategia condivisa.
Con l’obiettivo di costruire la ‘Casa dei Riformisti’, un movimento composto da quanti si riconoscono sotto il cielo del socialismo europeo aperto, a cominciare dalla denominazione -Socialista e Democratico, alle culture laiche e liberaldemocratiche eredi delle storie che hanno reso l’Europa libera ecivile. Con i socialisti è possibile tracciare e cambiarela Storia dei prossimi anni. L’antipolitica e l’antipartitismoantidemocratico non servono all’Italia.
Anche a Saronno è con i socialisti che è possibileraggiungere risultati di libertà e giustizia. Da domani
sarà il lavoro la nostra priorità politica. Mai piùl’uso fraudolento di partite iva, lavoro a progetto e associati in partecipazione. 
È giunto il momento di rafforzare il progetto socialista.


Craxi e l'Italia della tripla A

Si ripresenta spesso il tema della “cattiva  politica economica” del governo Craxi nelle discussioni, nelle prese di posizione di giornali da parte dei nemici giurati dello scomparso che giace in un piccolissimo cimitero Cristiano  a fianco della Medina di Hammamet. Craxi non può replicare e così si può fare scempio della verità senza nessuna conseguenza.
Si ignorano, a mio giudizio, due elementi che non si vogliono riconoscere. Uno ci riporta alla Conferenza Programmatica del PSI di Rimini del 1982 i cui esiti vennero sistematicamente osteggiati dalle due principali forze politiche del tempo, ossia il PCI in primo luogo e dalla DC in buona compagnia con la CGIL ed alcuni autorevoli quotidiani. E’ opportuno ricordare soltanto alcuni dei tanti temi affrontati: IL RILANCIO DELLA ECONOMIA E DELLA OCCUPAZIONE , LE POLITICHE PER IL BILANCIO,  LE RIFORME DELLE ISTITUZIONI- PARLAMENTO E GOVERNO.
La rilettura di quei documenti ci possono testimoniare della attualità e della lucidità di analisi e della lungimiranza delle politiche per affrontare, allora, il cambiamento. Poco o nulla è stato possibile fare per le resistenze e le forti opposizioni che il progetto aveva incontrato sul suo cammino. La principale era il rifuggire dalle responsabilità  a causa della  impopolarità che poteva conseguire dall’assumere le necessarie decisioni ( Il Ministro Fornero diceva “ non siamo qui a distribuire i cioccolatini, a quello ci pensavano i Partiti “).
Vittorio Foa, onesto testimone e protagonista di quegli anni, non sospetto di amicizia per Craxi, ha scritto  “Dal settembre 1984 diressi per tre anni il centro economico della CGIL e allora mi preoccupai della eccessiva disponibilità del Sindacato ai disavanzi di bilancio…..mi colpiva la facilità con la quale la Segreteria Confederale chiedeva al Governo soldi…..senza chiedersi chi e come avrebbe pagato il conto. Respinsi l’idea che in un mercato aperto il deficit si paga da sé”. Proseguiva “ Nella indifferenza della sinistra storica verso l’inflazione e l’indebitamento pubblico vi è certo un elemento culturale, l’illusione monetaria”
Tornando agli inizi del governo Craxi (1983-87) è opportuno ricordare che il deficit di bilancio ammontava a 50.000 miliardi di lire e la produzione industriale era crollata del 7% , mentre la borsa era rimasta chiusa per tre giorni per evitarne il tracollo. E’ da queste condizioni che iniziava il governo Craxi .
Nella relazione che il Presidente della Banca d’Italia Carlo Azelio Ciampi dichiarava “ nel 1986 si sono concentrati i risultati i frutti di una azione tenace e di tendenza positiva come non era avvenuta da quando la prima crisi petrolifera “.  Questi risultati dicevano che la crescita della produzione era aumentata de2,6% mentre la domanda era stata del più 3,2%, il fabbisogno Statale era stato contenuto entro i 110.000 miliardi lire, che al netto degli interessi e delle regolazioni di debiti pregressi era sceso da 47.000 a 36.000 mila miliardi. Proseguendo si può aggiungere che dal 1983 al 1987, oltre al risanamento della economia reale, con il ritorno al profitto delle imprese, si era riusciti a conseguire il miglioramento della finanza pubblica passata dal 14 all’ 11,3% del prodotto interno lordo e il tasso di inflazione scese  dal 16 al 4%, grazie anche al referendum sulla scala mobile .
Quando iniziò Mani Pulite il debito pubblico Italiano era di 795 miliardi di euro ( secondo calcoli elaborati da Oscar Giannino ) è risalito alla astronomica cifra di 1931 miliardi di euro a giugno dello scorso anno che, messi in rapporto al PIL, sono passati da 85% al 120%. L’incremento del debito è stato costante in tutti i governi con alcune differenze  significative. Con il governo Amato/Ciampi l’indebitamento era cresciuto a 185 milioni di € al giorno, con il governo Berlusconi la crescita raggiunge i 330 milioni/ giorno, con il governo Dini 207,3, con il governo Prodi 1 scende 96,2,  con D ‘Alema scende ancora a 76,3, con Amato risale 124,5, con il governo Berlusconi (2001-2006 )si stabilizza a 124,3, scende con il Prodi (2007-2008)  297,5 e quindi ancora con Berlusconi (2008-2011 ) a 217,8 sempre in milioni/giorno.
Come è facile concludere è stato il governo Berlusconi che ha prodotto il più alto incremento del debito, ma cresciuto con tutti i governi che si sono alternati  durante la seconda Repubblica.
Gli storici si dovranno occupare di scrivere la storia della così detta “Seconda Repubblica”, ma intanto ritengo sia onesto ed importante fare alcune riflessioni sulle responsabilità della “ Politica Politicante “ nei confronti della storia recente e  delle giovani generazioni per non avere affrontato con sistematicità le indilazionabili riforme che hanno generato le fortissime diseguaglianze e il disastro sociale che stiamo vivendo con grande apprensione e incertezza per il futuro.
Molti dovrebbero chiedere scusa e ritirarsi a meditare.

Tito Francesco Tosi
Membro del Direttivo Provinciale del PSI 

I barbari sognanti li preferiscono in contanti

Quanto sta accadendo in questi ultimi giorni ha le sue premesse nella frottola su cui Lega Nord ha costruito le sue fortune negli ultimi vent’anni. Rivendicare la diversità e far credere di essere un movimento “popolano” non è bastato. Il ceto politico della lega è alla deriva. Ha abusato del denaro pubblico. Ha alimentato degenerazioni familistiche da basso impero. Il ceto politico leghista è convinto che riuscirà a beffare ancora
una volta i cittadini delle regioni del Nord. Alcuni dirigenti battono la gran cassa sulle dimissioni dei loro esponenti compromessi nelle truffe pensando che tutto tornerà come prima. Questa volta non sarà così! I cittadini del Nord si aspettano riforme vere: riforme della pubblica amministrazione, riduzione della spesa pubblica ed eliminazione degli sprechi, servizi pubblici efficienti e funzionali al rilancio e alla crescita
economica dell’intero paese, maggiore democrazia e maggiore giustizia sociale, serie politiche pubbliche contro l’evasione fiscale e tutele serie per i lavoratori, lavoro per i giovani.
I socialisti negli ultimi mesi hanno denunciato a livello nazionale le equivoche politiche leghiste. Nel 2008, durante la campagna elettorale per le elezioni provinciali di Varese, siamostati sbeffeggiati per le nostre dichiarazioni sulla necessità di politiche solidali. “Ai varesini interessano i soldi”, diceva un noto leghista. Noi socialisti diciamo che varesini e lombardi sono dediti al lavoro e aspirano a mantenere e preservare il
loro tenore di vita. Non per questo sono senza principi e senza coscienza.
I socialisti rappresentano l’autentica sinistra riformista, l’unica forza che non ha mai smesso nella sua denominazione il riferimento ai principi e ai valori repubblicani della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza e della giustizia, una riserva democratica per il futuro di questo paese. Bisogna eleggere una nuova Assemblea Costituente per rifondare il sistema politico e dei partiti. I socialisti ci sono.


Comunicato Stampa: Testamento Biologico a Saronno

Mentre il nostro pensiero e la nostra comprensione vanno al popolo leghista, così duramente colpito dalle recenti  vicende che riguardano il suo leader e l’”anello magico” che lo ha soffocato, riteniamo che sia frutto della confusione del momento l’articolo di Angelo Veronesi sulla mozione relativa al registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento inizialmente proposta dai Socialisti ed approvata lunedì nel Consiglio Comunale di Saronno.
Le dichiarazioni anticipate di trattamento (abbreviate: DAT) sono, per l’appunto, dichiarazioni che una persona fa, in condizioni di intendere e volere, circa il modo in cui vuole essere trattato dal punto di vista medico quando e se non sarà più in grado di farlo di persona.
Le DAT sono un diritto del  cittadino, come anche la Comunità Europea conferma, e non si capisce l’affermazione secondo la quale sarebbero legate ad una “ ideologia leninista che vede nello Stato l'unico e il solo detentore del diritto di sovranità”; qui si tratta esattamente del contrario: con il registro delle DAT al cittadino è consentito dichiarare quello che lui vuole, non quello che vuole un parente, con il quale magari è in contrasto, oppure un medico sconosciuto che di lui specificatamente nulla sa e nulla importa. E il registro diventa il modo con cui il cittadino può rendere vincolante per i terzi la propria, autentica, volontà.
Piuttosto non vorremmo che il tentativo di bloccare l’introduzione del registro da parte di quelle “forme di autonomie locali che difendono le libertà di espressione del cittadino” fosse, invece, il modo per impedire quella libera e diretta manifestazione di volontà.
Ma se una disposizione di fine vita può essere depositata da un notaio, come sembra accettare Veronesi, perché dovrebbero esserci qualcosa di sbagliato nel depositarla in un registro pubblico? Cosa introduce il registro che già la dichiarazione non contenga?
Mentre il testamento è uno strumento che viene aperto dopo la morte, non prima, il registro delle DAT serve semplicemente per coprire l’arco di tempo che intercorre tra l’incapacità di comunicare e l’eventuale morte, per ricordare la libera scelta di chi non può farlo e per far sì che se ne tenga conto.
Uno strumento, dunque, non un fine o un’ideologia. E nemmeno l’anticamera dell’eutanasia, perché le volontà depositate nel registro possono essere le più varie: alcuni potrebbero chiedere di essere tenuti in vita finché neanche le macchine possano più sostenere neppure una parvenza di vita, e questa richiesta va rispettata, magari a dispetto di parenti che vorrebbero staccare la spina ed ereditare, altri invece vorrebbero dichiarare quali sono i segni vitali in assenza dei quali preferirebbero essere lasciati andare, ed anche questi hanno diritto che la loro voce sia ascoltata.
L’eutanasia non c’entra, ripetiamo.
Forse Veronesi dovrebbe riflettere, invece, sul mito di Frankenstein: oggi le macchine possono fare sempre di più per sostenere una parvenza di vita, ma senza l’anima, o, peggio, tenendola prigioniera, con il rischio che l’arroganza dell’uomo che si trastulla con il proprio giocattolo tecnologico lo porti a volersi sostituire al Dio che, a parole, dichiara di onorare.

Marco Arluno, Segretario Partito Socialista Italiano - Sezione di Saronno


I SOCIALISTI PER LA RESTITUZIONE DEI PROVENTI DELLA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

Perché ritorniamo sul tema? Perché senza il recupero fiscale, in Italia non riprenderanno gli investimenti e la
crescita sarà compromessa. Non si tratta, però, come pensa il ministro Passera, soltanto di una battaglia culturale. La lotta all’evasione fiscale ha bisogno di atti concreti. I dati sugli importi medi dei redditi dichiarati
dai lavoratori dipendenti e dai loro datori di lavoro, sono lì a dimostrare quanto sia grande e diffusa l’illegalità nel paese. È un quadro sconfortante! Ma non nuovo.
Si ricorderà che nel 2008 furono messi on line dall’allora ministro Visco i redditi del 2005 degli italiani. Chi ebbe occasione di consultarli, riguardandoli in questi giorni e confrontandoli con il dibattito del presente ne ricava una amarezza enorme. Nulla è cambiato, anzi, verrebbe da dire che la situazione è peggiorata. 
La considerazione vale anche per i saronnesi, ripensando alle dichiarazioni che comparvero fugacemente sulla rete. Il fisco quindi è un’emergenza nazionale e la lotta all’evasione fiscale non è rinviabile. Per condurre la lotta all’evasione fiscale bisogna affinare le strategie di contrasto all’illegalità e conoscere in modo approfondito il fenomeno.
Analisi settoriali per tipologia di contribuenti, interscambi informativi con il sistema allestito dall’Agenzia
delle Entrate, è quanto bisogna incominciare a fare anche a livello locale. La “ReteComuni”, un’associazione di comuni, proposta dall’ANCI, va nella direzione appena ricordata. Anche a Saronno dovremmo incamminarci in questa direzione, se vogliamo che il cambiamento sia
reale. Infine, dichiariamo il nostro programma: restituire ai cittadini, ai contribuenti onesti, i proventi dell’azione di contrasto.

Socialisti: riparliamo di scuola

Il Ministro Profumo ha annunciato per il prossimo settembre gli Stati Generali della scuola. Gli ultimi, nel 2001, inventarono la scuola delle tre I (internet, inglese, impresa). Il risultato di questo decennio ha prodotto uno spread culturale che è sotto gli occhi di tutti. Il ristagno produttivo italiano e la scarsa
capacità d’innovazione, sono il frutto anche del limitato bagaglio culturale della popolazione. Dalle indagini comparative emerge un dato di cui nessuno parla volentieri: solo una parte minoritaria degli italiani ha strumenti sufficienti per orientarsi nella complessità di una società moderna. In Italia c’è ancora (constata Tullio De Mauro) un 66% di persone con insufficiente alfabetizzazione, mentre in Svezia sono al di sotto del 30%: in cifre assolute si tratta di più di trentadue milioni di persone. L’azione dei “Tempi della città” in cui è stata avviata l’alfabetizzazione informatica della popolazione adulta di un quartiere saronnese è un modestissimo esempio di cosa si dovrebbe fare su scala allargata. Il governo Monti non si è ancora pronunciato su come intenda risolvere la questione controversa di far partecipare le scuole alla costituzione di fondazioni finalizzate al sostegno economico della propria attività. Consigliamo a Monti e Profumo una politica socialdemocratica, come avviene nei paesi europei governati dai socialisti: si tassino le rendite finanziarie e si investa il ricavato nella formazione delle giovani generazioni. Solo così si crea futuro. Infine ricordiamo che il Ministero Istruzione Università e Ricerca (Miur) ha chiarito che il contributo chiesto dalle scuole alle famiglie deve avvenire su base volontaria. Nessuna scuola può obbligare al versamento di una cifra stabilita autonomamente (e che non fa parte delle tasse obbligatorie). Si dice, inoltre, chiaramente che i contributi volontari sono
detraibili nella dichiarazione dei redditi. Sarà bene che le famiglie vengano informate. Forse il Ministero sta introducendo nella confusione un po’ di chiarezza, ma la linea di marcia non è ancora del tutto chiara. Noi socialisti ritorneremo con più frequenza sul tema per rilanciare anche in sede locale il nesso scuola e democrazia.

Virtù civiche corruzione crisi economica nella Lombardia di Formigoni

Nel febbraio del 1993 fu pubblicata in Italia una ricerca del politologo americano Robert Putnam (Making democracy work. Civic tradition in modern Italy; Far funzionare la democrazia. Tradizione civica in Italia) sull'efficienza del modello regionale. Prima di pubblicare la loro ricerca e giungere alla conclusione che le regioni del Mezzogiorno si collocavano all'ultimo posto nel rendimento istituzionale per via di "familismo amorale" e "legame di clan", Putnam, insieme a Robert Leonardi e Raffaella Nanetti, aveva studiato le nuove istituzioni per vent'anni. Le regioni erano state inaugurate, infatti,nel 1970.
La Lombardia, nell'indagine di Putnam, non ne usciva benissimo: si collocava dopo Umbria. Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Friuli, ma pur sempre fra le regioni di testa. Le altre regioni a seguire, fanalino di coda Calabria e Campania. La domanda che si poneva Putnam riguardava il funzionamento dei modelli democratici. Perché alcuni governi democratici funzionano e altri no? La risposta fu individuata nel grado di senso civico delle comunità regionali. Sembrava che le virtù civiche dovessero rendere la società lombarda immune da corruzione e degrado politico. Così non è stato! Del resto, la capitale morale era già entrata in crisi con Tangentopoli, ma neppure si può dire si sia riscattata nei vent'anni successivi come dimostrano le recenti inchieste riguardanti Filippo Penati (vicepresidente del Consiglio regionale lombardo), esponente di primo piano del Partito Democratico e Davide Boni (presidente del Consiglio regionale lombardo) della Lega Nord. Per non parlare degli esponenti del PdL.
Sfiducia reciproca, isolamento, sfruttamento, dipendenza dai potenti, solitudine, disordine, criminalità, caratteristiche che un tempo si attribuivano soltanto al Sud sono ora diffuse e presenti non meno nella società lombarda. L'elevata dose d'ipocrisia che deriva dalla presenza del mondo della finanza che rende tutto criptico e poco decifrabile contribuisce ad alimentare ulteriori zone grigie.
Nel 1979, Leonardo Sciascia pubblica un libro dal titolo, "La Sicilia come metafora". La Sicilia diventava per Sciascia l'immagine esemplare delle tendenze più perverse che si sarebbero affermate nell'intera realtà italiana. Quando all'epoca lessi il libro di Sciascia, ne fui infastidito, pensai che fossero esagerazioni destituite di fondamento. Oggi, la Lombardia è a un bivio: il quindicennio di Roberto Formigoni è lì a dimostrare che la democrazia funziona se c'è ricambio, altrimenti degrada. La regione è come se avesse subito un'occupazione straniera: "leghisti", "ciellini", "forzaitalioti" e alcune frange del centrosinistra hanno provveduto ad inquinare non poco le "virtù civiche" di cui parlava Putnam. Sembra di essere al tempo degli spagnoli, quando i valori civici venivano mortificati da una classe dirigente soggetta allo straniero e l'avvocato Azzeccagarbugli si schierava con i potenti contro il povero Renzo Tramaglino.
Dal 1997 al 2008 (dati Eurostat) il Pil della Lombardia è in costante decrescita. Regione Lombardia non è neppure virtuosa economicamente come vorrebbe il presidente Formigoni. La corruzione penetrata nei meccanismi economico-produttivi è motivo di rallentamento delle crescita e il danno incomincia ad essere palese. Ripristinare la morale pubblica è urgente, non solo per una questione di civiltà e democrazia, ma per battere il declino cui stiamo assistendo nella regione un tempo più ricca d'Europa. 



SARONNO: I socialisti sulla nomina del nuovo assessore a mobilità e ambiente

La riunione del Centrosinistra, presenti le segreterie e gli amministratori del PD del PSI, di Tua Saronno, dell'IDV e di Sinistra Saronnese, del 14 marzo 2012 si è conclusa con importanti novità che hanno visto il Sindaco assumere decisioni di rilievo per la vita amministrativa della città.

La prima decisione e proposta del Sindaco riguarda la nomina di un nuovo assessore cui verranno attribuite le deleghe all'ambiente ed alla mobilità. Noi socialisti valutiamo che la Giunta possa uscire rinforzata da questa decisione e l'attività dell'Amministrazione ricevere quell'impulso che le consentirà di concludere presto e bene impegni importanti, come il PGT, l’ipotesi di Accordo di Programma per le Aree dismesse, il nuovo bando per i trasporti pubblici, la nuova ZTL, il piano dei parcheggi, il potenziamento delle zone 30, etc.

La seconda decisione e proposta del Sindaco è quella di affidare un incarico ad un professionista per sostenere l'attività dell'assessore Campilongo nel delicato accompagnamento del PGT; anche in questo caso noi auspichiamo che la decisione del sindaco possa avere l'effetto auspicato di potenziare ulteriormente l'attività dell'Amministrazione.

Alla luce di queste decisioni del Sindaco, la segreteria del PSI, ha valutato con i professionisti designati a suo tempo nel gruppo di lavoro del PGT (Architetto Genni Scorza e Architetto Fabio Leto) che l’originaria funzione di supporto per cui erano stati indicati possa considerarsi esaurita.
La presenza di un articolato sostegno professionale all'assessore così come si è delineato, non giustifica a nostro modo di vedere la necessità di ulteriori apporti tecnici. Essi usciranno pertanto dal gruppo di lavoro del PGT composto dai tecnici di maggioranza. La nostra scelta è da intendersi come un contributo alla semplificazione del processo decisionale e per renderlo più rapido.

La segreteria del PSI, coglie l'occasione per ribadire che rimane parte attiva dei processi in corso, e fornirà, comunque, contributi e valutazioni sui processi urbanistici, secondo il principio di tutelare l'interesse pubblico prevalente in ogni decisione amministrativa.

La segreteria del PSI di Saronno è certa che queste fondamentali decisioni del Sindaco consentiranno di trovare soluzioni in tempi rapidi alle numerose questioni di vitale importanza per la città, che affollano l'agenda dell'amministrazione e che necessitano di soluzioni non più procrastinabili.

SEGRETERIA PSI SARONNO